Da: Ticinolive 11 giugno 2026
A Palazzo Lascaris, nel cuore di Torino, dal 18 giugno una prestigiosa esposizione ripercorre la storia della dinastia sabauda attraverso venticinque ritratti provenienti dalla collezione privata di Marco Albera. L’iniziativa si inserisce nel programma della Festa del Piemonte 2026, che per la prima volta coinvolge l’intero territorio regionale.
La storia non vive soltanto nei libri. Talvolta prende forma in uno sguardo dipinto, in una divisa militare, in un volto che attraversa i secoli e continua a parlarci. È proprio questo lo spirito della mostra “I Signori del Piemonte. Ritratti e memorie di una grande dinastia europea”, ospitata dal 18 giugno al 20 luglio presso Palazzo Lascaris, sede del Consiglio Regionale del Piemonte.
L’esposizione, curata dallo storico e divulgatore Giorgio Enrico Cavallo, con il coordinamento del Centro Studi Piemontesi, costituisce uno degli appuntamenti più significativi della Festa del Piemonte 2026, la manifestazione culturale che celebra l’identità storica della regione e la memoria della Battaglia dell’Assietta del 1747, quando l’esercito sabaudo respinse le truppe francesi durante la Guerra di Successione Austriaca.
La mostra presenta venticinque ritratti provenienti dalla prestigiosa collezione privata di Marco Albera, storico e collezionista noto per il suo impegno nella valorizzazione della memoria sabauda. Attraverso queste opere il visitatore è invitato a compiere un viaggio lungo secoli, alla scoperta dei protagonisti che hanno contribuito a costruire il Piemonte moderno e, successivamente, l’Italia unita.
I volti esposti raccontano molto più di una semplice genealogia dinastica. Dietro ogni ritratto si nascondono vicende di guerre, alleanze, diplomazia, riforme e trasformazioni politiche che hanno segnato la storia europea. Dai duchi medievali ai re che guidarono il processo risorgimentale, la dinastia dei Savoia emerge come uno dei principali attori della storia continentale.
L’iniziativa assume un significato particolare all’interno della nuova Festa del Piemonte, che nel 2026 si presenta come una manifestazione diffusa con oltre cinquanta eventi distribuiti in tutte le province della regione. Conferenze, concerti, mostre, passeggiate culturali e rievocazioni storiche intendono coinvolgere cittadini e visitatori in una riflessione sulle radici culturali del territorio.
Come ha sottolineato il presidente del Consiglio regionale Davide Nicco, l’obiettivo è quello di trasformare la ricorrenza in una vera festa popolare capace di guardare contemporaneamente al passato e al futuro. Un’occasione per riscoprire la ricchezza della storia piemontese senza rinchiuderla nella nostalgia, ma facendone uno strumento di conoscenza e consapevolezza.
In questo contesto, I Signori del Piemonte rappresenta uno degli appuntamenti più affascinanti dell’intero programma. Non solo per la qualità delle opere esposte, ma perché permette di comprendere come il Piemonte sia stato per secoli uno dei principali laboratori politici e culturali d’Europa.
Passeggiando tra i ritratti si ha quasi l’impressione di incontrare personalmente i protagonisti di una vicenda che ha attraversato guerre di successione, rivoluzioni, restaurazioni e il lungo cammino verso l’Unità d’Italia. È un dialogo silenzioso con il passato che restituisce volto umano a personaggi spesso conosciuti soltanto attraverso le pagine dei manuali scolastici.
La mostra costituisce dunque un invito a riscoprire non soltanto la storia dei Savoia, ma anche il profondo legame che unisce il Piemonte alla grande storia europea. Un patrimonio di memoria che continua ancora oggi a suscitare interesse, dibattito e passione culturale.
Per gli appassionati di storia, arte e identità piemontese, l’appuntamento di Palazzo Lascaris si presenta come una tappa imperdibile dell’estate culturale torinese. Una mostra elegante e raffinata che restituisce vita ai protagonisti di una delle più importanti dinastie del continente e offre al pubblico l’occasione di guardare negli occhi coloro che, nel bene e nel male, contribuirono a plasmare il destino del Piemonte e dell’Italia.